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ARMI COMICHE

armi-comichePare stia scoppiando la terza guerra mondiale. Allora ci sia consentito un ultimo post prima di essere inceneriti da una bomba nucleare (che credo vada benissimo perché non è ‘chimica’, è ‘fisica’, quindi non viola i precetti del bellicosamente corretto). Per capire quanto ci reputano idioti (o quanto lo sono, a volte la differenza è così sottile da apparire impercettibile) ragioniamo sul ‘casus belli’. Il casus belli è il fatto che origina, e quindi giustifica, una guerra. In questa specifica occasione, il casus belli sono le armi chimiche. Lo ha detto Trump: “È intollerabile l’uso della armi chimiche!”. Gli ha fatto eco la May: “È malefico l’uso della armi chimiche!”. Lo ha ribadito Macron:  “È osceno l’uso della armi chimiche!”. Poi si sono accodati anche gli italiani che – non avendo un pensiero proprio da quando la nostra Terra ha smesso di produrre pensatori – vanno a ruota, e in coda, di quello altrui. Il Conte Gentiloni Vien dal Mare ha proclamato: “È intollerabile l’uso della armi chimiche!”. Il ruggente reggente del PD, tal Martina, ha esclamato: “È intollerabile (e, già che ci sono, pure osceno e malefico) l’uso della armi chimiche!”. E quindi, va da sé, viva la coalizione dei volenterosi – si chiama così, giusto? – che stanotte, sul far dell’alba, ha bombardato con bombe ‘intelligenti’ alcuni siti siriani (di ‘stupide’ armi chimiche). Perché i siriani –  pare –  usano le armi chimiche. Dico ‘pare’ perché l’ultima volta che sono stati massacrati centinaia di migliaia, malcontati, di innocenti la scusa erano i depositi di armi chimiche di Saddam Hussein; che non c’erano. Lo ammise quel genio politico e militare che risponde al nome di Tony Blair: “Ci siamo sbagliati, non c’era alcun arsenale di armi chimiche”. Forse, la provetta esibita da Colin Powell all’Onu conteneva solo gas intestinale (non chimico) di George Dabliu Bush. Ad averlo saputo prima, mica massacravano mezzo Medio Oriente (un quarto se lo facevano bastare). Ora, la faccenda è veramente comica perché questi qua pensano davvero che possiamo bercela di nuovo. Una volta le guerre erano una cosa seria, sapete. Tipo  il primo conflitto mondiale che scoppiò perché Gavrilo Princip uccise il principe ereditario Francesco Ferdinando a Sarajevo, o il secondo, propiziato dall’invasione della Polonia. Una volta le guerre erano dettate da biechi motivi di egemonia geopolitica, dagli interessi economici, da smanie di potere. Oggi, invece, solo guerre giuste, ‘etiche’ contro il killer di turno, fanatico di armi chimiche. Perché il problema non sono le armi, capite? Sono le armi ‘chimiche’. Le altre armi vanno benissimo. E, infatti, con le ‘altre’ armi (le chiamano ‘convenzionali’ perché, convenzionalmente, non fanno la bua) gli americani hanno incenerito il destino di due generazioni di iracheni e di una generazione afgana. E l’Italia ne è uno dei maggiori produttori al mondo. Sarebbe come se, nel sedicesimo secolo, Filippo secondo di Spagna avesse giustificato il suo attacco a Elisabetta prima  d’Inghilterra affermando che gli inglesi usavano le spade anziché le lance. Maledette spade: lacerano i tessuti e i visceri dei nemici anziché trafiggerli con competitiva eleganza. Non fosse che c’è di mezzo la vita dei poveri cristi, mi verrebbe da spezzare una lancia a favore delle armi chimiche. Ma non lo faccio se no mi s’incazza Gentiloni. E pure Filippo secondo.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com

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