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IL GIOCO DELLA VERITA’

veritaNella marcia a tappe forzate verso il Medio Evo prossimo venturo, di cui l’Evo Competitivo attuale è solo l’antipasto, la Polonia si regala una bella legge liberticida e state certi che ben presto altri Stati seguiranno il fulgido esempio. In cosa consiste la trovata? Nel mandare in galera (tre anni di pena) chi si permette di affermare che sono esistiti dei lager nazisti polacchi e che cittadini polacchi hanno avuto un ruolo di complicità nell’olocausto. Ma la cosa più surreale di tutta la faccenda sono le reazioni indignate della comunità internazionale e di Israele. L’una e l’altro hanno vibratamente protestato perché quella è una legge negazionista che limita la libertà di parola. Una volta si diceva: il bue che dice cornuto all’asino. Infatti, subito dopo è stata presentata alla Knesset, il Parlamento israeliano, una legge che introduce la pena fino a cinque anni di carcere (nello Stato ebraico) per chi nega il reato di complicità di chiunque aiutò i nazisti nel loro folle disegno di sterminio degli ebrei. Praticamente, è partita la gara ufficiale a chi abbatte più libertà civili e politiche in un colpo solo. Alla competizione si iscriverà presto anche l’ONU, pensiamo, per non parlare dell’Unione Europea che ambisce di sicuro alla medaglia d’oro. Tanto per far capire l’aria che tira, basta riportare il brano di una notizia tratta da Repubblica.it dove si legge che gli ambienti internazionali sarebbero sì indignati  dalla legge polacca, ma solo per metà; non certo “perché condanna l’uso erroneo della definizione dei campi della morte come Lager polacchi”. Questa parte del nuovo reato va benissimo, ci mancherebbe. Possibile che, in questo delirante fanatismo di ritorno, non si levi una-voce-una di elementare buon senso a dire: il problema non è quale reato di opinione punire, ma che non va punito nessun reato d’opinione? È accettabile che proprio nell’Europa che diede i natali a Voltaire, a  Hume, a Kant, a Beccaria  e ad altri campioni della tolleranza universale, fermentino i semi di questo livore liberticida? Siamo arrivati al punto in cui non ci si scandalizza nemmeno per il fatto che uno Stato mandi al gabbio un cittadino per aver disquisito su qualcosa; ci si limita a discutere e ad accapigliarsi sul contenuto delle frasi da proibire e sulla misura delle pene da infliggere ai reprobi. Non interessa più la ricerca della verità, quale che sia, ma la preservazione del Dogma. La verità, ormai, non la cerca più lo scienziato, non la dimostra più lo storico. La impone la legge.

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