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Carraro a MEZZORA CON MESSORA – Siamo tutti sotto ipnosi

Il video integrale su Byoblu…

Un ritorno atteso

Francesco Carraro non ha bisogno di presentazioni per il pubblico di Byoblu. Avvocato, scrittore, autore di successo con titoli diventati veri e propri manuali di autodifesa culturale, Carraro è tornato a Mezz’ora con Messora per una lunga conversazione sul cuore delle sue ricerche: i meccanismi con cui il potere manipola, disciplina e orienta la mente dei cittadini.

Con libri come Manuale di autodifesa per sovranisti ed Elogio del complottista, Carraro ha insegnato a decostruire i frame narrativi del mainstream e a rispondere agli attacchi dialettici. Oggi presenta il suo nuovo lavoro, in uscita con Byoblu Edizioni, dal titolo emblematico: Io disobbedisco, un prontuario per resistere alla “civiltà delle nuove regole”.

Il sistema mente sempre

Tutto è partito da un episodio di cronaca minore: l’aggressione subita da un giovane portiere di calcio da parte del padre di un avversario. Nel giro di pochi minuti, tv e giornali avevano già diffuso la cornice narrativa: un aggressore violento, una vittima inerme, istituzioni e campioni sportivi pronti a intervenire.

Carraro osserva come questo schema si ripeta in ogni grande evento degli ultimi anni. Dal Covid alla guerra in Ucraina, il racconto mediatico non nasce dall’analisi dei fatti, ma dalla predisposizione di una cornice emotiva. «Il sistema mente sempre», spiega. «Non mente ogni tanto, ma per definizione. È la sua matrice».

Per questo, aggiunge, non siamo mai davanti a un’informazione neutra: i media mainstream non si limitano a riportare notizie, ma decidono a monte chi è l’aggressore e chi l’aggredito, chi il buono e chi il cattivo.

Parole-grilletto: la neolingua del potere

Una delle tecniche più efficaci è la riduzione della complessità attraverso la neolingua, concetto reso celebre da Orwell. Carraro parla di parole-grilletto, termini che agiscono come detonatori psicologici.

Esempi? Femminicidio, patriarcato, fake news, odio, complottista.

Sono parole apparentemente neutre, ma che contengono un intero pacchetto di significati impliciti. Appena pronunciate, evocano immagini, emozioni, giudizi morali. Così il cittadino, convinto di usare il proprio pensiero, in realtà sta ripetendo concetti confezionati altrove.

«Noi siamo una specie estremamente suggestionabile», afferma Carraro. «Viviamo quasi sempre sotto ipnosi. I miei libri cercano di togliere le fumisterie di questa ipnosi collettiva, per permettere a qualcuno di dire: mi sto svegliando, vedo i trucchi del mago».

Debunker e fake news: il paradosso perfetto

Altro strumento di condizionamento è la costruzione del mito delle fake news. «Il paradosso», dice Carraro, «è che la fake news più grande è proprio l’idea stessa delle fake news».

La menzogna è sempre esistita. Oggi però è stata trasformata in un’arma di delegittimazione: chiunque contraddica la versione ufficiale viene etichettato come “complottista” e messo a tacere.

Qui entrano in gioco i cosiddetti debunker, presentati come paladini della verità ma, in realtà, funzionali al potere che li finanzia e li promuove. «Il loro compito non è smascherare le bugie», spiega Carraro, «ma consolidare quelle del sistema».

Esempi di cronaca: due pesi e due misure

Per mostrare il meccanismo, Claudio Messora cita due episodi recenti.

Il primo riguarda l’omicidio di un attivista politico, subito descritto dai media come “complottista” e “negazionista”, quasi a giustificare implicitamente la violenza subita. Il secondo è la brutale aggressione di una ragazza ucraina, accoltellata in metropolitana da un immigrato. In questo caso la narrazione ha evitato accuratamente parole come “femminicidio” o “odio”, preferendo la formula neutra del gesto di uno “squilibrato senzatetto”.

«Se i ruoli fossero stati invertiti», osserva Messora, «avremmo assistito a titoli a caratteri cubitali, campagne politiche e piazze incendiate».

Carraro conferma: «Se un fatto non rientra nello schema predefinito, viene adulterato, parzialmente raccontato o semplicemente omesso».

Ignari e Ignavi

Dentro il mainstream, Carraro distingue due categorie. Gli ignari, che credono sinceramente nelle narrazioni perché non vedono alternative, e gli ignavi, che pur intuendo la falsità preferiscono tacere per convenienza, “perché hanno famiglia”.

Lo stesso avviene in politica: «Tutti i rivoluzionari finiscono pompieri», commenta Messora, ricordando la parabola del Movimento 5 Stelle. L’attrazione del potere, la pressione ambientale e la suggestione di un contesto di privilegi trasformano gli incendiari in garanti dello status quo.

Sovranità individuale: la libertà che resta

Se la sovranità statuale appare sempre più compromessa, Carraro indica una strada diversa: quella della sovranità individuale.

«Non possiamo delegare tutto alla politica», sostiene. «Possiamo e dobbiamo recuperare spazi di libertà nelle nostre vite quotidiane».

Un esempio lo si è visto con le scelte personali durante la pandemia: chi ha rifiutato l’imposizione del vaccino ha compiuto un atto di autodeterminazione, pagando spesso un prezzo alto ma riaffermando di essere sovrano di se stesso.

«Questa è la vera frontiera», conclude Carraro. «Decidere cosa fare della propria vita, dei propri pensieri, delle proprie scelte. Non lasciare che siano altri a riempire la nostra mente di pattume».

Conclusione: uscire dall’ipnosi

Il messaggio che emerge dall’intervista è netto: viviamo dentro un’ipnosi collettiva. Non si tratta solo di propaganda politica o di errori giornalistici, ma di un sistema coerente e strutturato che si fonda sulla menzogna permanente.

Per spezzare l’incantesimo occorre consapevolezza, cultura, esercizio critico. E soprattutto, coraggio: «Difendersi non basta», avverte Messora. «Serve una contro-narrazione, serve la forza di attaccare».

Francesco Carraro, con i suoi libri e i suoi interventi, invita a fare proprio questo: smascherare i trucchi, riappropriarsi della sovranità individuale, non accettare più la condizione di spettatori passivi.

Solo così sarà possibile uscire dall’ipnosi.

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