Francesco Carraro è nato a Padova il 7 febbraio 1970. Si è diplomato al Liceo Classico ‘Tito Livio’, laureandosi poi in Giurisprudenza e in Scienze della Formazione all’Università di Padova. Autore di molti libri e avvocato, è titolare di uno studio legale. Tiene corsi di comunicazione, gestione del tempo, public speaking e sviluppo personale. È editorialista di molti quotidiani, nonché opinionista televisivo.
1 Commento
Emanuela Sturla
27 Novembre 2024 a 20:15Buonasera Francesco Carraro, la Sua brillante ed ineccepibile riflessione sulla sempre più torva minaccia alla nostra libertà di espressione non può che essere totalmente condivisa. Ahinoi! Poveri noi: se non stiamo ben svegli, anzi sveglissimi, gli Ultracorpi faran di noi un enorme rivoltante gulash…
Ma è pur vero che gli Ultracorpi, essendo perverse forme di non-vita, possono essere “ridotti alla fame”. Come tutti i parassiti si innestano e proliferano là dove ci sono organsmi deboli, fiacchi, indolenti, amorali e, perchè no, pure con scarse (o del tutto assenti ) difese immunitarie. Non so se è nota l’azione della Piralide del Bosso su codesta pianta: è un vermetto terribilmente vorace in grado di uccidere una intera siepe del nobile Buxus sempervirens, simbolo del meraviglioso Giardino all’Italiana, in men che non si dica. Ma questo accade solo là dove ci sono debolezze e carenze di cure, come la concimazione e le periodiche annaffiature. Anche se le piante curate possono venir in parte attaccate, – e questo accade quando l’infestazione è particolarmente aggressiva, – non vengono tuttavia sterminate dalla minuscola ma insaziabile bestiaccia.
Come allora “ridurre alla fame” i parassiti umani, che si alimentano di morte, di terrore, di angoscia, di disperazione? Coltivando la vita, dentro di noi, attorno a noi nel modo in cui ci si sente di farlo, accorgendosi di fare la cosa giusta e salvifica contro la vorace aggressione dei parassiti pronti a risucchiare tutta la nostra energia vitale. Ognuno di noi può scegliere la via che più gli si confà, quella che sente più sua, più autentica per il proprio sentire. Tutto questo anche restando in silenzio, anche senza mai levare la propria voce. Le energie che derivano da questa opera profonda, luminosa, biofila, proteggono e mettono al sicuro le nostre amate piante interiori dalla ferocia di chi odia la vita, perchè si sente ormai morto dentro, e la vuole annientare del tutto, nulla lasciando dietro di sè.
Cordialmente
Emanuela Sturla