Interviste Radiofoniche

Malasanità, Paziente Intubata Ricoperta Di Formiche

Malasanità, paziente intubata ricoperta di formiche, Nas in ospedale: la vicenda, le responsabilità e i primi provvedimenti. Ne parliamo con Leandro Del Gaudio, giornalista de Il Mattino e Il Messaggero, Francesco Emilio Borrelli, giornalista e consigliere regionale dei Verdi della Regione Campania e Francesco Carraro avvocato e scrittore.

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1 Commento

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    Emanuela Sturla
    30 Marzo 2025 a 18:29

    Buonasera Francesco Carraro. 
    Quando si va in ospedale si è ammalati e quindi deboli, dice Lei giustamente nell’intervista riportata in questo Suo contributo. E aggiunge che si può cader quindi facile preda di aggressioni batteriche, che, in quest’epoca caratterizzata da uno sconsiderato (ab)uso di antibiotici, possono condurre ad esiti fatali per la funestamente nota antibiotico-resistenza.
    Ma l’ospedale può essere talora anche il luogo ove vengono perpetrate aggressioni proprio da quegli esseri umani che – per vocazione, per studio, per giuramento, e, si spererebbe, anche per un’innata moralità e per l’ovvio rispetto che debbono a coloro che si affidano alle loro cure, – dovrebbero dedicarsi esclusivamente a sostenere i malati lungo la via della loro guarigione. 
    Una recente docuserie tedesca di Crime Time (ardmediathek.de) dal titolo “Betaeubt und ausgeliefert”, che traduciamo con “Anestetizzate e completamente in suo possesso” testimonia con estrema crudezza che coloro che sono votati ad aiutare possono diventare addirittura dei veri carnefici. Luogo del delitto la prestigiosa clinica evangelica Bethel nella città di Bielefeld. Un ospedale che accoglie ca 180.000 pazienti l’anno e che ha 5000 dipendenti, tra cui l’Assistenz-Arzt, aiuto-medico, Philipp G. (i tedeschi hanno una tale ossessione per la privacy da far sì che il cognome e le immagini di un delinquente non vengano rivelati neppure dopo la sua morte). Costui a partire dal febbraio 2019 (ma probabilmente ancora prima di questa data) diede l’avvio ad una serie impressionante di delitti contro le sue pazienti: penetrava nottetempo nelle loro stanze del reparto di Neurologia (non importa quanto gravi fossero le loro condizioni, tanto che si seppe poi che non si fermò neppure difronte alle malate terminali!), somministrava loro il Propofol, un potente anestetico, le violentava e, indisturbato, filmava il suo crimine su donne completamente in suo possesso (oltre che criminale, pure un vigliacco della peggior specie). 
    Un giovane medico rispettabile, un tipo gradevole, da compagnia, da party, uno sempre pronto ad aiutare (in tedesco si dice: hilfsbereit. Una nota psichiatra forense afferma che di soggetti che si autodefiniscono “hilfsbereit” e che riescono a farsi passare come tali, pullulano i reparti di massima sicurezza delle carceri) che di notte varcando la soglia delle stanze delle ammalate, si trasformava nel peggiore dei delinquenti. Il mio pensiero è corso spontaneamente al memorabile “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” il noto racconto di R.L.B. Stevenson. A differenza del Dr. Jekyll, il dottor Philipp G. non deve però neppure fare la fatica di inventare e di assumere una ribollente e schifosa pozione chimica per “entrare nei panni” della sua parte mostruosa, in quelli di un Mr. Hyde che, a differenza del Dr. Jekyll, – alto, elegante, piacevole,- è basso, brutto, ed ha un’emanazione ripugnante che vien percepita con estremo disgusto da coloro che hanno la sventura di incontrarlo. A Philipp G. basta varcare la magica soglia delle stanze per “entrare nei panni della bestia”.
    Nel settembre 2019 una paziente, risvegliatasi dal sonno imposto dal forte anestetico e dalla violenza subita lamentando fortissimi sintomi di natura psico-fisica, tipici effetti collaterali del Propofol, decide coraggiosamente di denunciare alla polizia il medico che era entrato nottetempo nella sua camera senza una valida ragione. Vengono effettuate alcune indagini, ma, presto, il caso viene incredibilmente archiviato. Ma dato che la verità possiede un’energia irrefrenabile, anche questa volta essa riesce a trovare la via per venire alla luce ed a rivelarsi in tutta la sua potenza. Il medico criminale viene arrestato e la sua abitazione perquisita. Il laboratorio chimico del Dr. Jekyll è ora un luogo gelido dotato delle tecnologie più avanzate per l’archiviazione di ben 268 video girati principalmente durante gli stupri in ospedale insieme ad un elenco con i nomi delle 80 donne violentate in clinica. Nel periodo di carcerazione preventiva il mostro, codardo e infame sino alla fine, si sottrae, come spesso accade in casi simili, alla giusta pena togliendosi la vita. Dall’autopsia risulta che era anche portatore di diverse malattie a trasmissione sessuale.
    Dal documentario apprendiamo che si tratta senz’altro del caso più impressionante per numero di vittime di stupro mai verificatosi prima nell’ambito della Sanità tedesca. (si parla di un centinaio di donne in tutto, comprese quelle stuprate fuori dall’ospedale)

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    Le vere protagoniste della serie sono quattro delle tante giovani donne uscite vive, nonostante tutto, dall’inferno ora descritto. I loro racconti non sono quelli tipici di persone annientate dal trauma, ma quelli di chi ha subito un’infamia ripugnante oltre ogni dire e che, pur sapendo che qualcosa è stato gravemente intaccato nella loro essenza, sentono tuttavia di possedere un’energia vitale, una forza che le condurrà fuori dalle tenebre di una stanza degli orrori, che doveva essere quella della loro morte, per uscire alla luce di una vita ritrovata e rinnovata. 
    Anna-Loreen, la più giovane delle quattro, dice in chiusura della serie che loro non sono più vittime, dice che sono Heldinnen, delle eroine, perchè hanno avuto il coraggio di uscire dal buio di un’estrema disperazione per affrontare il dolore a viso aperto, raccontandolo senza essere annientate dalla vergogna, forti della potenza che vien loro dal giusto bisogno di svelare la terribile verità. Accanto a lei c’e’ la cagnolina Lucy, un essere molto speciale addestrato per soccorrere chi raggiunge pericolosi livelli di angoscia. Mentre Anna-Loreen, ricordando i momenti più intensi di dolore sta per cader prenda di un attacco di panico, Lucy si alza e le si accosta per farsi abbracciare, per chiedere coccole e quindi contatto, calore, che aiutano ad allontanare l’incombente pericolo dalla sua protetta. Dall’Assistenz-Arzt (aiuto-medico) portatore di tenebre all’ Assistenz-Hund (cane) portatore di luce.
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    Penso che si possa essere unanimemente concordi sul fatto che questa vicenda, estrema per perversione e per numero di vittime, sia aggravata da un aspetto particolarmente malvagio e perfido. Il criminale è un medico, e, un quanto tale, conosce meglio di altri la gravità dei danni che infligge alle donne oggetto della sua insaziabile violenza predatoria. Conosce perfettamente gli effetti collaterali dell’anestetico ed altrettanto perfettamente sa che la violenza sessuale, agita oltrettutto su persone ridotte allo stato di incoscienza, causa gravi e talora inguaribili traumi psico-fisici. Il medico che giura di non danneggiare, che giura di prendersi cura di chi si affida a lui, si trasforma in un sordido mostro che infligge grandi sofferenze, le quali, in casi estremi, possono degenerare in esiti fatali. In tutto questo si riconosce, a mio avviso, l’aspetto più raccapricciante, più abietto, più necrofilo di questa terribile storia. La particolare gravità della colpa.
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    Vorrei chiudere questa mia proponendo alcune citazioni sul tema del trauma tratte dal libro-guida “Il Corpo accusa il colpo” dell’ottimo Bessel van der Kolk, R. Cortina editore. Van der Kolk, psichiatra e professore a Boston, fondatore del Trauma Center, è uno dei più importanti pionieri nella ricerca e nel trattamento dello stress traumatico. Noto è anche il suo lungo lavoro con i veterani del Vietnam presso la Boston Veterans Clinic.
    “Le esperienze traumatiche lasciano tracce su larga scala (nella storia e nella cultura) sia nella quotidianità, all’interno delle famiglie, con segreti oscuri, tramandati in modo impalpabile nel corso delle generazioni, lasciano tracce nella mente, nelle emozioni e,perfino, nella biologia e nel sistema immunitario. Il trauma, per definizione, è insopportabile e intollerabile. La maggior parte delle vittime di stupro, la maggior parte dei soldati e dei bambini molestati si rivela così turbata al pensiero di ciò che ha vissuto, da cercare di estirparlo dalla mente e di andare avanti, come se niente fosse. Tutto ciò richiede un’enorme quantità di energia per poter funzionare, conservando al contempo il ricordo del terrore e della vergogna di una debolezza e di una vulnerabilità assolute. (….)La profonda disconnessione del corpo tipica di tante persone traumatizzate… il trauma aveva danneggiato la “bussola interna” di molti miei pazienti, derfraudandoli dell’immaginazione necessaria a realizzare condizioni di vita migliori… Le persone traumatizzate si sentono continuamente in pericolo… Le espressioni “morti di paura” e “congelati dalla paura” (essere collassati e obnubilati) descrivono precisamente i vissuti correlati al trauma e al terrore….La vita delle persone sarà tenuta in ostaggio dalla paura fintanto che le esperienze sensoriali non si modificheranno… Ciò che è successo non si può più cancellare. Quello che si può fare, invece, è occuparsi delle tracce del trauma nel corpo, nella mente e nell’anima… Il trauma ci defrauda del sentimento di essere padroni di noi stessi.”
    e anche:
    ” A poco a poco capii che l’unica cosa che permette di curare il trauma è il rispetto per la dedizione alla sopravvivenza che ha reso i miei pazienti capaci di sopportare gli abusi, e, in seguito, di tollerare le buie notti dell’anima che, inevitabilmente, si incontrano sulla via della guarigione. … Come molti sopravvissuti a abusi infantili, Marilyn aveva mostrato il potere della forza vitale, la voglia di vivere e di riprendersi la vita, la propria vita, l’energia che contrasta l’annientamento del trauma. … (Fare in modo che) i ricordi traumatici non dominino più l’esistenza di chi li ha vissuti. E che siano semplicemente parti della vita in evoluzione. La strada della guarigione è la strada della vita”. Bessel van der Kolk
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    Cordialmente
    Emanuela Sturla
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    P.s. “In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa o danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi o schiavi”. Dal Giuramento antico di Ippocrate”.

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