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ABBIAMO UNA GIOVENTU’ FORTISSIMI

SQUADRASiamo una squadra fortissimi, una scuola bravissimi, una gioventù in gambissimi. Si è chiusa la quinta edizione della Fund Management Challenge, competizione di equity fund (alte strategie di finanza) dedicata agli studenti delle università italiane e quelli di Genova hanno battuto Modena e Milano. Quando ci si chiede perché il mondo non cambia e qualcuno risponde che la speranza era l’ultima a morire perché è ormai morta, ti vien da pensare che quel qualcuno non abbia torto. Un tempo era proprio la gioventù universitaria a covare la speranza di un mondo diverso. Lo faceva sbagliando, magari, ma lo faceva. Parliamo di quarant’anni fa, non di quattro secoli. Parliamo di giovani che scendevano in piazza contestando radicalmente la società e denunciandone la deriva iniqua. Preveniamo le obiezioni benpensanti: quei tipi erano ideologizzati, sovversivi, maramaldi, in distonia coi tempi che sarebbero venuti, schierati dalla parte sbagliata della storia e, soprattutto, da quella sconfitta. È tutto vero, ma non è il vero punto. I ribelli dell’ultima generazione occidentale di ribelli che sia dato ricordare avevano comunque un approccio critico alla società che fu. Ora viviamo in una mondo che le contraddizioni di allora non le ha raddoppiate, le ha centuplicate. Ed episodi come quello del Fund Management Challenge ne certificano il trionfo. Il primo premio è andato alla squadra che, testuale, ha saputo individuare, in un set di volabilità dei mercati, strategie di investimento ben delineate staccando gli ultimi della graduatoria di ben 21 punti percentuali di diversità di performance con un turnover oscillante da due a dieci operazioni di compravendita al mese. Una volta gli studenti pretendevano di dare i voti alle università, oggi i mercati danno i voti agli studenti che ne studiano e implementano le strategie lucrative di trading tarate sullo Eurostoxx 50. Il Mercato si è mangiato anche la Giovinezza, l’ha digerita, e ci ha fatto pure il ruttino di complemento. E il suo capolavoro è stato creare un fondale di senso dove l’unico mondo possibile è quello corrente: un’arena iper competitiva dove financo gli studenti (riottosi per definizione) hanno piegato i ginocchi. Non contestano più, competono e basta. Il 21 di giugno verranno premiate le tre squadre da podio. Vi do una soffiata. Ci andrà anche un attempato signore, di mia conoscenza, con appresso un logoro cartello degli anni della contestazione, quelli in cui la gioventù studiata non era tutta in bolla perfetta con le esigenze gestionali della finanza mondializzata. Sul cartello uno slogan ridicolo, per quanto vintage: l’immaginazione al potere. La cosa si è risaputa e i giovani leoni hanno reagito. E vi anticipo anche la risposta sprezzante predisposta da uno dei vincitori, di mia conoscenza, al vecchio tardone e pure tardivo: un altro mondo è impossibile.

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