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BLOWING IN THE WIND

blowingCosa succede a un gradasso quando si allarga davvero troppo? Che la fa fuori dal vaso. In pieno accesso di hubris (la categoria della tracotanza, nella tragedia greca, un vizio incenerito dagli dei invidiosi) Renzi ha detto una verità che non avrebbe mai dovuto rivelare, così come non l’hanno mai svelata i suoi predecessori. In sintesi, nel rivendicare quell’autonomia sovrana persa da un pezzo, il premier ha ricordato il saldo entrate-uscite tra noi e loro, tra i sudditi del contado italico e i regnanti nordici: “Noi diamo venti miliardi all’Europa ogni anno. L’Europa ce ne restituisce 10”. Scandaloso, non trovate? Più precisamente, secondo la CGIA di Mestre, per il settennio 2006-2013, l’Italia ha dato 109,7 miliardi e ne ha ricevuti 71,8 attraverso i programmi comunitari. Spicciolo più o meno, il concetto non cambia e dovrebbe far arrossire dalla vergogna, nell’ordine: 1) il governo italiano che ha sempre taciuto questa ingiustificabile sperequazione. Come diavolo avete potuto tollerare di fare parte di un consesso a cui diamo più di quanto riceviamo e dal quale ci facciamo pure portare al guinzaglio? 2) il mona, per dirlo alla veneta, che ha creduto, in tutti questi anni, alla panzana dell’Italia che non sfrutta adeguatamente i fondi UE: ehi amico, sveglia, quei fondi sono soldi nostri che loro ci prestano, dimezzati, se risolviamo i questionari da neuro necessari per usufruirne; 3) l’elettore medio del PD (vorremmo definirlo alla veneta, ma non lo facciamo) che crede ancora nelle virtù taumaturgiche dei cari giovani leader che stanno rottamando i matusa della ditta. Ora, trascuriamo i soggetti di cui al punto uno e anche al punto due, sono senza speranza. Ma concentriamoci su quelli del punto tre, che speranza ce n’è: come puoi, amico, fidarti ancora di un partito che, negli ultimi lustri, non ti ha fornito una sola volta questo dato elementare? Un partito che ha sfornato di tutto: giovani turchi, rottamatori, sinistre presunte e centrini sbiaditi, ma non un solo luminare in grado di dire a se stesso la verità, di capirla e di trarne le conseguenze? Risposta non c’è o forse chi lo sa, perduta nel vento sarà.

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