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Carraro su IlFattoQuotidiano.it: La grande contraddizione del grande reset

Ormai, l’espressione “grande reset” è diventata un vero e proprio topos della post-modernità. Anzi, un topos dell’epoca post-Covid. È il titolo di una nuova trama: dove si racconta di come sarà più bello, più verde, più giusto, più inclusivo il futuro. Un “topos” è, per definizione, un “luogo comune”. E il grande reset può considerarsi il luogo comune per eccellenza: sembra essere, infatti, la chiave di accensione per fare del mondo un “luogo” gioiosamente condiviso da tutti i suoi abitanti, o quasi. Ovvero il biglietto di ingresso per il rinnovato pianeta in cui vivremo, felici e contenti, fra dieci o vent’anni. Quando, cioè, la “nuova normalità” post-pandemica non solo l’avremo digerita definitivamente, ma addirittura – stando perlomeno ai cantori delle meraviglie del grande reset – la ameremo.

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