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LE BELLE STATUINE

ERCOLE

24 gennaio 2016, notte, Musei Capitolini di Roma. Statua numero uno: allora è sicuro? È fissata per domani? Statua numero due: oh sì, me l’ha detto il tipo con i pettorali da Balotelli. Statua numero uno: Ercole, si chiama Ercole, te l’avrò ripetuto mille volte. Statua numero tre: Mi chiamo Ercole, lo vuoi capire? Statua numero due: e vabbe’, Ercole, mo’ non sta qua a romperme i peroni adesso, che c’abbiamo altri problemi. Statua numero tre: e comunque non somiglio a Balotelli, nun te ce prova’. Statua numero uno: non preoccuparti Ercole, Zeus scherzava, non ti devi vergognare. Statua numero tre: vergognarmi? Io mica mi vergogno de esse assomijato ar bomber, sono altre le cose che me fanno vergogna’. Statua numero due: per esempio, il tuo randello? Vuoi che ce mettemo ‘na foja de fico? Statua numero uno: Zeus, smettila, con queste allusioni volgari, che non fai ridere manco Sileno, e poi i nostri sono nudi artistici, esprimono la bellezza umana nel suo acme. Statua numero due: Ah Giunone, nun sta’ a famme ramanzine adesso, dicevo per scherzare. Torniamo a occuparci delle cose serie. Statua numero tre: per una volta do ragione a Zeus (per inciso, quanto al randello der sottoscritto, ‘na foglia de fico mica basta). Statua numero uno: Basta, Ercole, ti ci metti anche tu adesso. Ti ho detto che è arte, hai capito? Espressione equilibrata di un sentimento di bellezza mediato dalla forma espressiva di un genio. Statua numero due: te prego, Giunò, nun te ce rimette a fa’ la secchiona, concentriamoci. Statua numero uno: e va bene, comunque siete rozzi sottoprodotti di marmo di un concetto che non meritate di esplicitare in fattezze siffatte. Statua numero tre: mavammorì, sentite, riassumo io. Il problema sta in questi termini. La visita di Hassan Rouhani è prevista per domattina e il codazzo del capo e di scorte varie passerà proprio da qui. Statua numero due: per Zeus! Scusate se mi cito. Quindi ci saranno anche loro? Statua numero uno: il Renzi e i suoi? Certo che sì, passeranno di qua. Statua numero tre: Dio mio! (Scusa se ti cito, Zeus), come mi vergogno. Statua numero due: e lo dici a me? Gli iraniani e la stampa mondiale finiranno per abbinarci al governo Renzi, mannaggia a loro, se non fossi impicciato da tutta sta massa de gesso, li vedevi i fulmini. Statua numero uno: che vergogna, che vergogna, ci fotograferanno con le facce dei ministri e del premier in sovraimpressione: la bella e… come si dice? Statua numero tre: sputtanati a vita. Se fossi il dio degli inferi, mi sotterrerei all’istante. Cosa si può fare? Statua numero uno: forse ho un’idea. Statua numero due: Davvero, Giunone? E allora che aspetti, nun sta a fa’ er presepe. Spara. Statua numero uno: ho parlato con Vulcano. Dice che in quattro e quattr’otto ci può preparare degli scatolati di compensato. Statua numero tre: e che ce ne famo? Statua numero due: Ce li mettiamo in testa come cappucci, scemo. Geniale, Giunone. Procedi pure. Che io te la mando buona. Statua numero uno: va bene allora ragazzi? Domani tutti sotto chiave, così almeno nessuno potrà dire di averci visto in compagnia del governo della svolta buona. Statua numero due: ci sto anch’io, meno male, che sollievo. Ho solo un dubbio: basterà il cubo a coprirmi il randello?

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