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SCEMO CHI SCRIVE

SCEMOChi ha figli in età scolare avrà notato una cosa bizzarra: l’apparente scomparsa del corsivo. Scrivere in corsivo significa dare un connotato di originalità al proprio pensiero, filtrarlo attraverso i movimenti esclusivamente personali del proprio sistema psico-motorio, insomma conferire una dignità individuale, e quindi non standardizzata, all’espressione grafica dei concetti mentali. Non è roba da poco. E allora perché ne viene ritardato l’insegnamento al punto che, fino al secondo quadrimestre della seconda elementare, il bimbo, bene che vada, pensa che il corsivo sia un detergente per bici da corsa? La faccenda mi aveva stupito, ma non ci avevo dato troppo peso. Poi, però, una lampadina si è accesa pensando al motto del vecchio Hegel: tutto ciò che è reale è razionale e tutto ciò che è razionale è reale. O, se preferite la musica pop e il nostro filosofo di riferimento, Adriano Celentano (ognuno ha il maitre a penser che si merita): c’è sempre un motivo, a volte nascosto a volte intuitivo. Ho avuto un embrione di risposta leggendo la denuncia del regista controcorrente Michael Moore il quale, in un sussulto di meritoria consapevolezza, ha dichiarato: ‘Non ci togliete l’unica cosa che tutti siamo in grado di fare ed è unica per ciascuno di noi. Il corsivo è l’impronta digitale della nostra creatività’. Negli Usa, in molti stati, il corsivo viene insegnato solo in prima elementare per una direttiva federale e Sheila Lowe, portavoce della campagna per il corsivo, ha dichiarato: ‘gli insegnanti non conoscono i rischi. Negli ultimi anni c’è stato un enorme aumento dei disturbi di apprendimento dei bambini’. Ben detto, ma Hegel dove lo mettiamo? Ci sarà un disegno razionale in questa scelta bizzarra? O no? Stando al professor Benedetto Vertecchi, autore del dossier Alfabeto aperto, no. Secondo studi di esperti, pubblicizzati dal quotidiano Il Giorno, scrivere a mano ‘migliora la capacità di leggere e contare, potenzia l’attenzione e la facoltà di apprendimento. Stimola il pensiero critico (…) mentre l’uso dei mezzi digitali comporta l’attenuazione e talvolta la perdita delle capacità di coordinare il pensiero con l’attività necessaria per tracciare i segni’. Fermi tutti! Ecco la spiegazione. In un colpo solo salviamo Hegel e pure Celentano. L’eutanasia della scrittura corsiva attenua il pensiero critico. Perfetto. Vengono meno tutte le obiezioni reazionarie e i rovelli qualunquisti. Meno pensi, più rincoglionisci, più rincoglionisci meno fai domande, meno fai domande personali, più accetti risposte precotte, più le accetti meno ti affini, meno ti affini più ti adegui, più ti adegui più consumi, più consumi più rilanci la crescita. E, con essa, la competitività, e con un po’ di culo agganciamo pure la ripresa. Ergo, il primo che vede un bambino con la penna in mano gli tiri una scuffia. Ciò che è reale è razionale. E ciò che è irrazionale è funzionale. Alla matrice. Scemo chi legge. E anche chi scrive.

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